Paolo Iacci, Enrico Sassoon, Economia della longevità. Lavoro, età, valore dell’esperienza, Franco Angeli Editore (con i contributi di Marco Bentivogli, Mariano Corso, Nadio Delai, Barbara Imperatori, Francesca Loia, Marcello Martinez, Stefania Mele, Odile Robotti, Emanuela Salati, Francesco Seghezzi, Luca Solari, Chiara Tamma, Teresina Torre)
Con questa opera il comitato scientifico di AIDP intercetta uno dei vettori strutturali più rilevanti per il management contemporaneo: l’allungamento della vita media come fattore di ridefinizione sistemica del lavoro, del welfare e dell’organizzazione d’impresa. la longevità non è una variabile da gestire marginalmente, bensì una condizione strutturale destinata a incidere sulla configurazione dei mercati del lavoro, sulla sostenibilità dei sistemi previdenziali e sulla cultura organizzativa. In questa prospettiva, i senior non sono soltanto consumatori rilevanti, ma produttori di valore, knowledge holder e attori chiave nei processi di innovazione intergenerazionale.
Particolarmente rilevante è la decostruzione del modello tripartito educazione-lavoro-pensione, ormai inadeguato rispetto a traiettorie di vita che si estendono verso i cento anni e oltre. Gli autori richiamano l’esigenza di un modello multistadio, in cui formazione e lavoro si intrecciano lungo l’intero ciclo di vita, rendendo strutturali le logiche di lifelong learning e continuous reskilling. Ne discende una revisione profonda delle politiche HR: recruiting age-inclusive, sistemi di performance management non ancorati all’età anagrafica, percorsi di carriera non lineari ma “a mosaico”, nonché pratiche di mentoring e reverse mentoring come infrastruttura ordinaria di trasferimento delle competenze. L’organizzazione viene descritta come regista di un nuovo patto generazionale, chiamata a integrare senior talent management, flessibilità organizzativa e alleanze con istituzioni e territorio. La gestione dell’età non è trattata come politica di inclusione residuale, ma come leva strategica per la sostenibilità competitiva nel medio-lungo periodo. Di particolare interesse per i leader aziendali è l’analisi delle organizzazioni multigenerazionali. La compresenza di quattro o cinque coorti anagrafiche nei luoghi di lavoro viene interpretata non come fattore di conflittualità inevitabile, ma come potenziale vantaggio competitivo, a condizione che siano implementate politiche strutturate di age management. Il superamento degli stereotipi generazionali e l’integrazione delle differenze diventano così elementi centrali della performance organizzativa. L’allungamento della vita in condizioni di buona salute impone infatti una revisione delle metriche di produttività, dei modelli di impiego e delle politiche di sviluppo del talento. Questo volume apre una prospettiva nuova al mondo HR: la longevità non è un problema da contenere, ma un capitale da progettare con logiche nuove.
Paolo Iacci, Presidente ECA, Università Statale di Milano
